
In Movimento
Ogni uscita è una storia. Dalle grandi salite alle brevi arrampicate, ogni giornata porta nuove esperienze e nuove sensazioni.
La storia è fatta di tanti piccoli passi, ed ogni passo ha valore per chi lo ha compiuto e sotto questa chiave va letto ed interpretato.
Ogni esperienza è movimento, è parte di un percorso e manifesta il desiderio di confontarsi, di evolversi e di conoscere.
In questa pagina puoi trovare le tue uscite, vedere le tue foto e leggere i commenti , oppure sfogliare le altre storie di ZERO3000 e stuzzicare la tua fantasia..
News
Nuove vie alla Rocca Rossa - Val Tanaro
L’esplorazione di questa parete, già da tempo nei pensieri di noi frequentatori della valle, ha avuto inizio nell’estate 2006. Ad una prima visita - effettuata con avvicinamento da Madonna dei cancelli, attraverso la strada della vecchia cava abbandonata – ci è apparsa subito evidente la qualità della roccia e la verticalità della parete. Dopo alcune discussioni concordiamo una strategia: vie di più tiri chiodate dal basso e monotiri chiodati dall’alto. Nasce quindi AXERIO la prima via della parete dedicata al cimelio del compressore della cava abbandonata. Intanto viene tracciato il sentiero a partire dal Tanaro, che consente (piene permettendo) un avvicinamento veloce ed un rientro ancora più rapido.
Ultime Uscite
Upega: ciaspolando sotto le stelle
23 Febbraio 2008
In occasione del plenilunio di Febbraio Il rifugio "La Porta del sole" di Upega organizza la 1ª edizione di Ciaspolando sotto le stelle, passeggiata notturna con le racchette da neve e polentata finale.
Polvere al Bric Scravaion
12 Gennaio 2008
Quest'anno sembra che la neve non manchi.. dopo le abbondanti nevicate di inizio anno (oltre 1 metro), quest'oggi una piccola perturbazione ci ha regalato ancora una ventina di cm di polvere, giusto per imbiancare gli alberi della val tanaro.
Nel Pomeriggio un giro ad Upega per salutare Nico al rifugio e dare un'occhiata all'ambiente. Cominciano ad aprirsi i primi squarci nelle nuvole ed il bosco delle navette ci appare splendido, come lo vedessimo per la prima volta. Via! come i bambini vanno a giocare nella neve appena scesa, partiamo con l'idea di fare quattro passi nel bosco e sgranchire un po' le gambe.
Salendo verso la colletta delle salse salta agli occhi un bel pendio sul versante nord dello Bric Scravaion, breve sì, ma molto attraente. Eppure saremo passati di li non so quante volte.. possibile che solo oggi ci chiami in questo modo? Si va a dare un'occhiata..
A Monesi sotto la neve..
23 Dicembre 2007
Prima grossa nevicata della stagione, e, prima ancora che torni il sole, mentre continua a fioccare, ci ritroviamo al parcheggio di Monesi, per essere i primi a lasciare le nostre tracce nella polvere..
La neve scende per tutto il giorno, e la visibilità non è delle migliori, ma l'ambiente candido e immacolato ripaga tutti questi piccoli disagi. Saliamo così dal paese alla partenza della sciovia "Plateau", e di qui alla cima del Redentore.
Una tazza di the caldo, una maglietta asciutta, e si comincia a scendere! Una prima parte della discesa su terreno aperto, e una seconda parte in un bel boschetto, mentre gli sci galleggiano sulla neve scesa da poco, e si lasciano alle spalle una bella serpentina tra gli alberi: le gambe funzionano, anche se sono ancora le prime curve della stagione..
Speriamo sia un buon auspicio per le prossime settimane!
Manuel a Pianarella
Quando si dice che Finale è una tappa fondamentale per ogni arrampicatore.. Manuel è un ragazzo svizzero appassionato del verticale, abituato a viaggiare ed a conoscere i luoghi con gli occhi dello scalatore. Di ritorno da un viaggio in Canada ed in Yosemite non poteva mancare una visita a Finale. Dopo una prima giornata sui monotiri mi chiede se è possibile arrampicare su una via via multipitch. Pianarella vista da sotto lo entusiasma ,la scelta è fatta.
Lungo l’avvicinamento si allontana un attimo dal sentiero e di ritorno mi chiede informazioni su uno strano tipo di vegetazione: capisco che ha fatto conoscenza con la “sciancabraghe”.. entusiasta per la via e per la roccia, ci fermiamo al borgo per un gelato, e seduti sulla panchetta del Rockstore mette mano ad un taccuino. Da buon svizzero è molto minuzioso, mi chiede informazione sui settori dove è stato, le vie.. e soprattutto su quell’erba dal nome curioso che annota con diligenza nei suoi appunti. Non pago chiede il nome in italiano cosicchè scatta subito la ricerca con Marco. Segna quindi per scrupolo anche il nome come da enciclopedia botanica, poi si ferma un attimo, alza gli occhi e nel suo italiano un po' stentato mi dice: sciancabraghe è molto meglio..
Il battesimo del vuoto - Capo Noli
15 Settembre 2007
Dopo qualche lezione di arrampicata ed alcune chiaccherate riguardanti l’arrampicata sul mare, Maurizio durante uno dei suoi giri in bici fa un sopralluogo sopra la scogliera di Noli. Il sabato dopo me ne parla entusiasta ed allo stesso tempo un po' intimorito da quel primo impatto con il vuoto che lo ha impressionato. Ma si sa, quello che ci spaventa ci attrae e decidiamo quindi di provare.
"Ma dovrei scendere di lì ?" è la prima domanda di Maurizio. Dopo qualche minuto però è già sulla cengia, il meno è fatto.. si perchè ci aspetta ancora il famigerato traverso. Ma come immaginavo anche in questa occasione mantiene la sua lucidità e, seguendo passo passo le istruzioni, in breve è fuori dal traverso, soddisfatto e un po' sudato. Il resto è tutto in discesa, ormai può godersi la scalata in quest’oasi fuori dal mondo, consapevole di aver fatto un’altro piccolo passo del suo cammino verticale..
Monviso Cresta Est
13 Settembre 2007
In un settembre segnato dalla persistenza dell’anticiclone mettiamo insieme questa bella salita sul gigante di pietra, con due cordate ingaune.
Silvano è legato con Andrea e Fiorenza, ormai navigata dopo la traversata dei Breithorn, ed alla mia corda stanno Fabrizio e Carlo. Una cordata ben assortita, visto che Carlo è un giovanotto di 69 anni. La salita si snoda fluida, con un tratto più impegnativo sul torrione saint Robert, dove prendiamo una variante centrale, che ci presenta un passetto delicato in placca. Carlo spalma la suola dei suoi scarponi in modo magistrale, e in poco siamo all’incrocio con la via della lepre..
Ancora qualche bel tratto più verticale e presto raggiungiamo la cima assititi da una giornata soleggiata e senza vento, che ci permette una lunga pausa. Poco dopo ci raggiunge Silvano e insieme incominciamo la lunga discesa.
Il mio giovanotto regge bene anche al colle delle traversette e, dopo uno spuntino al rifugio raggiungiamo le macchine al pian del re, concludendo la nostra lunga cavalcata. Un sospiro comune si leva quando tiriamo fuori i piedi doloranti dagli scarponi, mentre Carlo ci raggiunge fischiettando come tornasse dall’edicola sotto casa..
Traversata dei Breithorn da Roccia Nera
25 Luglio 2007
Alessandro, giovane studente-alpinista genovese, dopo alcune salite di misto insieme a Silvano, matura l’idea ed il desiderio di questa traversta. Una lunga cavalcata sul filo dei 4000, che partendo da Roccia Nera tocca Quota 4106, il Breithorn orientale, il centrale e culmina sull’occidentale, con difficoltà concentrate per lo più sulla parte di cresta che porta al Breithorn centrale.
L’idea è piaciuta subito a Fiorenza, che approfitta dell’occasione per regalare a suo figlio Paolo questo bel battesimo dei 4000. Silvano non fa fatica a coinvogermi ed il 24 ci troviamo a Mondovì, noi, zaini, picozze, ramponi ed una improbabile cassetta di pesche dell’orto di Fiorenza. Il meteo è in migliormento e, ancora tra le nuvole e le raffiche di vento, raggiungiamo in tempo per l’aperitivo l’ospitalissimo rif. delle Guide di Ayas.
Il giorno dopo, il tempo è da sogno, non una nuvola al giro d’orizzonte. La disposizione delle cordate separa madre e figlio, proprio per evitare eccessi di protezionismo materno, e così cima dopo cima si va avanti con Fiorenza che, una volta domati i ramponi, prende anche confidenza con il vuoto della cresta, per stupirmi poi con una ritrovata scioltezza sulla parte rocciosa più impegnativa.
Finite le difficoltà raggiungiamo la cima occidentale per la comoda cresta, mentre vedo nei loro occhi venire a galla la gioia e la soddisfazione ad si sopra della stanchezza accumulata. Un bel regalo per madre e figlio che hanno vissuto un’esperienza sicuramente oltre le loro aspettive e per il giovane Alessandro che per mesi ha studiato su guide e carte la sua traversata ed ora la vede concretizzarsi sotto i ramponi. Due belle giornate anche per me e Silvano, che ritroviamo ancora una volta il piacere di essere insieme in giro per monti.